Siti aziendali in espansione
Secondo le rilevazioni dell’Istat, il 60,5% delle imprese informatizzate con almeno 10 addetti ha un sito web. Oltre la metà delle imprese con meno di 50 addetti è presente su Internet con una pagina web; la percentuale sale all’80,3% per quelle con un numero di addetti compreso fra 50 e 99 e a valori ancora più elevati per quelle appartenenti alle fasce dimensionali superiori.
Si direbbe quindi che le aziende italiane abbiano colto l’importanza di avere un sito internet e si siano rese conto dei suoi vantaggi: catturare l’attenzione dei visitatori occasionali e trasformarli in contatti, e poi in clienti; costituire un punto di riferimento per chiunque sia interessato all’argomento e potenzialmente disposto a diventare cliente, magari a seguito di una ricerca su un motore; affermarsi come modo rapido ed efficace per mantenersi in contatto con i clienti e rimanere parte della loro quotidianità, attraverso visite regolari alle pagine aggiornate.
E-commerce
D’altro canto, gli stessi dati Istat sottolineano che spesso questi siti sono sottoutilizzati rispetto alle loro potenzialità, e soprattutto che solo il 4,8% delle imprese con almeno 10 addetti ha effettuato vendite via Internet, per un valore complessivo del 2,87% del fatturato totale. Ad avvalersi piu’ frequentemente della vendite on-line sono le imprese con almeno 250 addetti (13,7%). Nonostante la crescita generale del settore e-commerce, quindi, le piccole aziende ancora fanno fatica a fidarsi di questo sistema di vendita, o forse a percepirne le potenzialità.
Da che cosa può dipendere? Forse da una certa diffidenza verso la rete, che ancora può condizionare qualcuno? O (anche) dal fatto che in Italia l’informazione su internet non è altissima, e quindi molte persone vivono il rapporto con il web in modo “passivo”, ignorandone le potenzialità e il valore?
Un’iniziativa
Con questi interrogativi in testa ho fatto un giro su internet, cercando informazioni e commenti. Ho trovato qualcosa di interessante: si chiama Codice Internet ed è un social network sostenuto da un progetto di divulgazione che sta coinvolgendo diversi partner istituzionali, come il Comune di Milano e la Camera di Commercio di Milano, e commerciali.
Dice Codice Internet: “La situazione italiana è composita, in quanto si tratta di una nazione all’avanguardia in materia di e-government, ma che presenta livelli ancora molto bassi di connettività e di percentuale di utenti Internet abituali. La diffusione della banda larga ha raggiunto il 17% (10 milioni di utenti con connessione fissa) nel 2008, ma è ancora al di sotto della media Ue (20%). Per contro, i servizi UMTS stanno contribuendo ad aumentare la connettività delle persone alla rete tramite la telefonia mobile”.
Pertanto “Codice Internet si propone di diffondere maggiormente in Italia l’impatto positivo che la rete – e le nuove tecnologie in generale – possono avere sulla società e di contribuire a far comprendere come tali strumenti siano in grado di migliorare la qualità della vita di ognuno, con l’obiettivo ultimo di stimolare ed accelerare un cambiamento nella direzione di un sostanziale e celere incremento della digitalizzazione della realtà italiana“. A questo scopo, eventi e iniziative di divulgazione che dovrebbero culminare alla fine del 2009 nella Internet Week, una sorta di festival di internet per le strade di Milano.
Funzionerà?
Sicuramente se ne sta parlando molto. Certo, finché se ne parla su internet, la notizia raggiungerà principalmente chi già naviga… Ma se le iniziative programmate riscuoteranno successo, può darsi che dei risultati concreti arrivino. Sicuramente è un bene che si parli di internet e si cerchi di migliorare l’informazione in merito.
Secondo voi, funzionerà?
Internet e l’Italia